Un melograno rosso sangue

Un melograno rosso sangue

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melograno rosso sangue
melograno rosso sangue

Pomegranate” (melograno) è una video installazione del 2006 dell’artista israeliano Ori Gersht che potremmo tranquillamente scambiare per un vecchio quadro d’autore. E non saremmo troppo lontani dalla realtà.

Infatti Gersht riprende un dipinto del diciassettesimo secolo del pittore spagnolo Juan Sànchez Cotan e riproduce fedelmente la composizione su sfondo nero, tipico delle nature morte, e infine incornicia il monitor del suo video in una spessa cornice di legno completando la finzione.

Improvvisamente l’immagine si anima e la perfezione e la calma della scenario vengono letteralmente squarciate da un proiettile che sembra bucare il telaio disintegrando il melograno sospeso nel nero con un filo.

Il succo e i chicchi di melograno si spargono ovunque nello schermo lentissimamente e lo spettatore resta affascinato dalla distruzione, quasi folgorato da sentimenti di bellezza mista ad angoscia.

L’obiettivo è quello di dilatare e rendere per sempre chiaro e leggibile, per mezzo di una fotocamera ad alta risoluzione che cattura 177550 fotogrammi al secondo, un preciso attimo. L’attimo in cui tutto cambia e le nostre certezze vengono spazzate via per far posto alla paura.

Sicuramente nell’opera ci sono rimandi biografici all’infanzia dell’artista a Tel Aviv e segnata dalla Guerra del Kippur.

I frammenti di rosso vivo del melograno riportano alla mente una potentissima immagine di spargimento di sangue se pensiamo che in lingua ebraica la parola rimon sta a significare sia melograno che granata.

Gersht ci propone una cruda realtà guardata al rallentatore, in cui tutti siamo chiamati a fare da spettatori di questo spettacolo illogico e osceno fatto di fascinazione e terrore.

Photo credits: Bre LaRow

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