Originario dell’Asia Centrale, da millenni fa parte delle piante tipiche del giardino mediterraneo.

Insieme a fico, vite, olivo e alla palma da dattero, il melograno è probabilmente responsabile di quel lungo processo di sedentarizzazione che ha fatto sì che l’uomo abbandonasse il nomadismo della caccia e della raccolta di bacche, erbe, radici e germogli, che fino ad allora erano state necessarie al suo sostentamento, per iniziare, con l’agricoltura pluriennale, a legarsi sempre più al territorio in cui aveva scelto di far crescere gli alberi da frutto.

Il melograno è una pianta resistente all’arido estivo e alle temperature invernali tipiche del Mediterraneo, oltre ad essere straordinariamente resistente ad ogni tipo di malattia.

Può essere coltivata sia ad arbusto che in forma di alberello. Non raggiunge mai dimensioni enormi e ci circonda di bellezza in tutte le stagioni. In primavera, per il verde tenero delle sue foglioline, in estate dove spiccano i bei fiori vermigli, in autunno per i suoi frutti verde-rosso, in inverno per la struttura armonica e leggera degli esili rami che formano la sua chioma.

Albero che sopporta bene la potatura, può costituire siepi o filari ornamentali, anche frammisto ad altre piante da bacca.

Fiore di melograno
Fiore di melograno

Ne esistono molteplici varietà ornamentali: a fiore doppio bianco, screziato, e vermiglio e a fiore doppio giallo. Tra le ornamentali ce ne sono a frutto acido, sia nero che viola, e varietà nane a fiore doppio o a frutto piccolo che vivono bene anche su balconi, davanzali o terrazze.

Le varietà tradizionali hanno frutti di pezzature e colorazioni diverse. Sono recentemente entrate in commercio cultivar selezionate in differenti aree del Mediterraneo senza semi, o, piuttosto, a seme tenero ed edule, particolarmente adatte alla lavorazione industriale per l’estrazione del succo o per uso gastronomico.

 

Photo credits: Munir Hamdan

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