Un melograno per la ritrovata delicatezza di Tracey Emin

Un melograno per la ritrovata delicatezza di Tracey Emin

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Un melograno di racey emin
Un melograno di racey emin

Il frutto del melograno è stato da sempre ricondotto all’universo femminile, all’intimità, alla sessualità e anche l’enfant terrible dell’arte contemporanea, Tracey Emin, ne ha colto il simbolismo in una delle sue opere più recenti.

Sono sorte più leggende su Tracey Emin che intorno a qualsiasi altro artista degli anni ’90. Le storie che narravano il suo ritiro da scuola, i lavori precari, una vita sessuale selvaggia e i traumi connessi apparvero ovunque, non solo sulle riviste d’arte.

Tutto era alimentato dall’arte della Emin, che sfruttava impietosa la sua biografia con una immediatezza scioccante.

Per Tracey Emin le emozioni sono importanti, la sua arte non deve lasciare indifferente nessuno: tutti dobbiamo sentire sulla nostra pelle il suo amore, il suo disagio, la sua vergogna e la sua rabbia. In un’intervista del 1998 dichiara: “Tutti si innamorano, tutti si sentono soli, hanno paura, scopano e muoiono. Facciamo tutti le stesse cose, tutti le conosciamo bene, eppure nessuno ne parla. È come se ci fosse una patina di educazione che ricopre ogni cosa, anche l’arte”.

Un melograno di racey emin

Nella sua opera più famosa, My Bed del 1999, Tracey espone il suo letto, nella sua imbarazzante evidenza: bottiglie vuote, mozziconi spenti fra lenzuola macchiate, slip usati. Il suo esaurimento nervoso dopo la fine di un amore diventa condiviso con tutto il mondo, negando la distinzione fra spazio pubblico e privato.

Negli ultimi anni la ragazza arrabbiata di sempre prova a ridefinire la sua identità, abbandonando gli eccessi che l’hanno contraddistinta, realizzando una serie di opere che parlano della calma e della tranquillità ritrovate.

“Secret of the world”, che rappresenta una melagrana, fa parte proprio di questo nuovo filone di opere.

Il delicato melograno realizzato in bronzo fuso e patinato in bianco, non celebra il lato sessuale della Emin, la sua identità promiscua, ma il suo lato più forte e sofisticato. La pelle metallica del melograno incarna la sua resistenza al mondo e il suo centro morbido e vulnerabile è il suo personale regalo allo spettatore. Chi ha detto che un diario deve restare per sempre segreto?

Photo credits: Flavia Giordano

 

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