Un chicco di melograno: come nacquero le stagioni

Un chicco di melograno: come nacquero le stagioni

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Un chicco di melograno: come nacquero le stagioni
Un chicco di melograno: come nacquero le stagioni

Nella casa editrice dei Topipittori a mio parere bisognerebbe proprio farci un tuffo. Nasce a Milano una decina di anni fa dalla creatività di Giovanna Zoboli e Paolo Canton ed è specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi.

Tra questi ci sono le loro “fiabe quasi classiche” e tra queste “Un chicco di melograno – Come nacquero le stagioni” di Pia Valentinis e Massimo Scotti. Un libro dall’aspetto (in copertina) arancio, ma poi dentro in bianco e nero con qualche macchia, ancora qua e là, di arancione.

Già sulla copertina troviamo l’immagine dell’albero di melograno, in una versione piuttosto sfoltita-stilizzata e insieme un suo frutto aperto a metà dal quale sbucano i chicchi.

Subito la prima pagina ci travolge, trasportandoci, in uno scorrere di foglio, nel passato: quello abitato dagli Dei dell’antica Grecia. Il mondo in quel tempo era meraviglioso e viveva una sorta di eterna primavera: profumi, colori e calore. Sempre.

Un chicco di melograno: come nacquero le stagioni
Un chicco di melograno: come nacquero le stagioni

Un giorno la bella Persefone, figlia di Demetra, dea delle spighe di grano, coglieva fiori ma mentre stava per prendere un fresco narciso, la terrà si aprì e dall’Oltretomba apparve Ade, dio dei morti e degli inferi, sul suo carro tenebroso e la rapì. Si innamorò di lei e la tenne con sé nel mondo sotterraneo.

Ma il problema fu al piano “Terra”, dove la mamma Demetra era disperata e arrabbiata. Cercò invano, in lungo e in largo, la bella figlia, ma di lei non trovò traccia. Si mescolò agli uomini che non riuscirono ad aiutarla tanto che si adirò con loro facendo diventare il mondo arido e spento senza più nuovi frutti. La primavera aveva lasciato il posto a un lungo triste inverno.

Fu allora però che intervenne Zeus, il più potente degli dei: chiese ad Ade di far tornare Persefone da sua madre. Il perfido dio degli inferi nel salutarla le diede dei dolci chicchi di melograno da mangiare. E la lasciò andare. Quando Demetra e Persefone si riabbracciarono fu di nuovo primavera nel mondo. Peccato per i magici chicchi di melograno, che costrinsero per sempre la giovane figlia a tornare di tanto in tanto nell’Oltretomba, da Ade. Era allora che la terra lentamente moriva, per poi rifiorire quando Persefone rivedeva la madre. Inverno, primavera, estate, autunno e poi di nuovo le stagioni.

Photo credits: topipittori.it 

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