Pochi frutti possono vantare tanti miti e leggende quanti quelli associati alla melagrana. L’uomo, sin dai tempi più antichi, ha infatti subìto il fascino di questo straordinario frutto che, dividendosi, mostra un prezioso contenuto di succosi semi avvolti da una polpa traslucida dal color scarlatto.

La melagrana, nota a molte tradizioni pagane e religiose, ancor oggi è presente sulle nostre tavole, particolarmente in occasione del giorno della commemorazione dei defunti e nel periodo natalizio.

Botticelli melograno magnificat Madonna
Botticelli melograno magnificat Madonna

Nell’iconografia cristiana e, di conseguenza nelle opere tramandateci, i numerosi chicchi contenuti all’interno della melagrana, già allegoria di fecondità e abbondanza, verranno ben presto associati al martirio e al sacrificio, in virtù del fatto che richiamano le gocce di sangue.

La presenza della melagrana è attestata in molte opere, che nel tempo hanno dato vita ad un vero e proprio codice iconografico e che dal frutto deriveranno il nome. Tra queste, la rappresentazione della Madonna della Melagrana.

Tra le più famose ricordiamo una scultura marmorea, realizzata da Jacopo della Quercia e una tempera su tavola, opera del pittore Sandro Botticelli. Nella prima la melagrana è collocata in mano alla Vergine, nella seconda, al centro della tavola, la si scorge in mano al Bambino. In tali sacre rappresentazioni, questo frutto così particolare, in quanto dotato anche di una coroncina apicale esterna, diviene simbolo di regalità. Ancora, quando la melagrana viene rappresentata aperta e in mano a Gesù Bambino, diviene facile metafora dell’ annuncio della passione e del Cristo che dona se stesso, ma anche dell’ unità della Chiesa, per via dei chicchi numerosi che si trovano uniti al suo interno.

 

Photo: Sandro Botticelli, Madonna del Magnificat

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