Sole, secco e solidità, le tre esse del frutto della vita.

 

Dall’Iran al giardino di casa nostra. Se le origini del melograno, il cui nome scientifico è Punica Granatum, parlano di un antico frutto orientale, nato e coltivato cinquemila anni fa tra l’Iran e la zona himalayana dell’India, nei secoli i suoi grani sono riusciti a conquistare ampie terre del mondo, spaziando dall’Europa del Sud alla California in qualcosa come 72 diverse varietà riconosciute e catalogate.

Bello da vedere e buono da mangiare, il melograno è tanto apprezzato in cucina, dove esplode o si fa succo per arricchire salse, riso e piatti a base di carne, quanto nei giardini che fanno dell’estetica il loro punto di forza. Verde brillante le foglie, rosso vermiglio i fiori, rosso fuoco i frutti et voilà, la pianta non passa certo inosservata. Agli occhi si presenta cespugliosa, ma nella coltivazione controllata può anche svilupparsi in altezza somigliando a un arbusto di piccola taglia; simile a un melo.

Melograno Coltivazione
Melograno Coltivazione

Cosa chiede il melograno per nascere e crescere? Figlio dell’Asia il frutto della vita ama il sole e pretende l’asciutto. Questi i suoi desideri per diventare forte, ricco e produttivo. La coltivazione del melagrano dunque non potrà che avvenire in un luogo baciato dal sole, caratterizzato da un clima mite, estivo, secco. Se foglie, fiori e frutti chiedono di essere il più possibile baciati dal sole, le radici pretendono allo stesso tempo di crescere in un terreno ben drenato, poroso. Grazie alla sua forza e solidità se cresciuto in un terreno simile, senza acqua stagnante, la pianta può addirittura resistere a una temperatura di 10° gradi sotto lo zero.

Acqua sì, ma di passaggio. Come ogni pianta anche il melograno esige l’acqua; nel suo caso però è cosa buona che l’acqua, pioggia o innaffiatoio che sia, arrivi, bagni e se ne vada lasciando l’asciutto dietro di sé. Niente pozzanghere, niente acquitrini, niente terreni argillosi. In vaso una pianta di melograno va innaffiata una volta ogni due settimane mentre in terra, dove la dispersione è maggiore e più rapida, il ritmo diventa settimanale: una ogni sette giorni. Fermo restando che spesso e volentieri, salvo periodi di grossa siccità, la coltivazione di melograno si accontenta delle precipitazione atmosferiche.

Così come resiste al secco, al caldo torrido e a un “freddo asciutto”, il melograno mostra i muscoli e sfodera i dovuti anticorpi anche contro malattie, funghi e parassiti. La pianta, piccola ma solida, è decisamente resistente agli attacchi e raramente necessita di interventi con prodotti dedicati.  Fondamentale invece la potatura; per garantire alla propria tavola frutti grandi, rossi e ricchi è necessario potare ogni anno i rami che hanno dato frutto la stagione precedente, oltre ovviamente a quelli secchi o danneggiati dalle intemperie.

Fiore di melograno
Fiore di melograno

Se siete amanti dell’estetica e se delle piante amate il bello, il vostro “periodo melograno” sarà l’inizio dell’estate, quando sulla pianta, tra il verde delle foglie, sbocciano i fiori rosso vermiglio. Se invece della natura amate il buono, il trionfo della vostra coltivazione di melograno sarà dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato, quando i rami si appesantiscono di frutti per quasi tre lunghi mesi. Garantendo così una lunga presenza tra le bancarelle dei mercati alle “granate” più dolci che
possiate immaginare.