Il Melograno: vino degli egizi

Il Melograno: vino degli egizi

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Il melograno: vino degli egizi
Il melograno: vino degli egizi

Una delle più rinomate bevande degli antichi egizi di chiamava shedeh. Era alcolica, conteneva succo di melagrana, ed era spesso associata alle pratiche amorose, ai medicamenti o alle offerte religiose.

Nella tomba del faraone Tutankhamen, insieme a moltissimi oggetti preziosi, furono trovate una serie di anfore con su scritto “Shedeh di ottima qualità della Casa di Aton del Fiume Occidentale. Capo enologo Rer”.

Per capire come si preparasse questa bevanda, gli archeologi e gli egittologi hanno studiato a lungo, proponendo diverse teorie: alcuni pensano fosse una birra, altri un vino di datteri o di fichi, o vino cotto; molti propendono per il vino di melograno. Si legge nelle fonti che dovesse essere cotto per lungo tempo e filtrato. Aveva poteri inebrianti, ma anche medicamentosi; alcuni testi alludono particolarmente agli effetti afrodisiaci prodotti dal melograno.

La coltivazione del Melograno nell'Antico Egitto
La coltivazione del Melograno nell’Antico Egitto

Nella tomba Neferhotep a Tebe, è stato rinvenuto l’affresco di una donna che, accanto a due alberi di melograno, beve da un orcio. Le sue vesti sono trasparenti e sono un chiaro simbolo di sensualità e la bevanda contenuta nell’orcio è fortemente probabile fosse shedeh. La bevanda, tanto cara ai faraoni, era dolciastra e prima di essere consumata veniva scaldata. Nelle etichette poste sulle anfore contenenti shedeh di melograno, spesso compariva la scritta nefer nefer, tradotto come “buono, buono”, oppure “molto buono”.

 

Photo credits: Wikipedia

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