Il melograno (Punica Granatum) viene classificato come specie nel gruppo dei Fruttiferi Minori (o frutti antichi).

Per definire questa classificazione è necessario comprendere il significato attribuito a tale gruppo.

I fruttiferi minori sono le specie vegetali spontanee che non richiedono particolari trattamenti poiché di natura sono resistenti sia alle patologie che alle intemperie.

Inoltre l’attributo “minore” deriva dal passato, in quanto nel Medioevo tali specie venivano coltivate dalle classi meno abbienti sia per uso domestico che per ricavarne piccoli profitti. Oltretutto tali specie erano ritenute di poco pregio dai grandi signori, i quali prediligevano il consumo dei cosiddetti “fruttiferi maggiori”(pesco, melo, ciliegio ecc.).

A livello empirico, afferirebbero ai “fruttiferi minori” tutte quelle specie legnose da frutto con produzioni al di sotto di una soglia che per l’Italia potremmo individuare intorno alle 100.000 tonnellate (Bellini,Giordani e la Malfa-2010).

Melograno Coltivazione
Melograno Coltivazione

In antitesi a questo, negli ultimi anni stiamo assistendo a una completa rivalutazione del melograno soprattutto nell’area Mediterranea.

A suo favore giocano fattori ambientali, socio-economici e socio-culturali di rilievo.

A livello ambientale, il clima mediterraneo da sempre favorisce la propagazione del melograno, soprattutto perché è molto resistente alla salinità e predilige l’approvvigionamento idrico.

Inoltre sono stati lanciati molti progetti e manifestazioni per incentivarne l’adozione, viste le eccezionali proprietà nutritive del melograno, sia nell’ambito dell’uso domestico che in quello medico-farmaceutico.

E allora perché continuare a parlare del melograno come di un Fruttifero Minore?

Photo credits: Golf Bravo 1

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