Un’opera cosiddetta minore quella di “Una casa di melograni” (A House of Pomegranates) di Oscar Wilde. Si tratta di una raccolta di favole per adulti più che per bambini dove il melograno la fa da padrone.

Fu pubblicata nel 1891 con le illustrazioni di Charles de Sousy Ricketts e Charles Hazlewood Shannon, i due più noti e fidati collaboratori dello scrittore irlandese. In questa breve raccolta incontriamo un Oscar Wilde “diverso” da quello più conosciuto: come lui stesso scrive in una lettera a un amico, l’intento di queste storie è quello di proporre uno specchio della vita moderna in forme lontane dalla realtà, di trattare problemi contemporanei in modi ideali, metaforici e non direttamente rappresentativi. L’intento di comunicare delle verità, anche e soprattutto tristi e di proporre degli esempi di comportamento morale.

Sono quattro i racconti di questa “Casa”: Il giovane re; Il compleanno dell’Infanta; Il pescatore e la sua anima e Il Bimbo Stella. Nel terzo racconto si narra la storia di un giovane pescatore innamorato di una sirena che, per poterla sposare, rinuncia alla sua anima. Anima che però tenta invano per tre anni di riappropriarsi del corpo del giovane, finché ci riesce con l’inganno.

melograno oscar wilde
melograno oscar wilde

Purtroppo però un incantesimo lo sottrae dall’amata che muore annegata a filo dell’acqua.

Nel racconto si narra della città di Illel, dove la notte, al chiaro di luna, i personaggi si fermano a raccogliere dal melograno i frutti da spaccarle per bere il dolce succo.

E poche righe più avanti si legge ancora di una «casa rossa come una rosa – che pare essere “La casa della melagrana”… – dove dimorava il dio».

Ecco il melograno con i colori accesi, il verde perfetto nel quale sembra di potersi specchiare, il rosso puro del frutto e dei chicchi della melagrana a colorare la sofferenza e lo stile barocco che, invece dipinge l’ambiente delle quattro novelle. Un tocco di colore nel “dark”.

Photo credits: Shahrokh Dabiri

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