Nell’antica Grecia, la melagrana e il melograno sono stati due degli attributi iconografici di alcune divinità femminili quali Demetra, Persefone, Afrodite ed Hera.

Sono divinità diverse, ma accomunate dall’esser ritenute responsabili della fertilità delle persone, degli animali e dell’abbondanza dei raccolti. Dallo studio della presenza della melagrana nelle raffigurazioni della dea Hera è inoltre stato possibile confermare sia quanto alcuni simboli e immagini cristiane siano state ereditate dal preesistente culto pagano, sia quanto alcuni riti e usi odierni riguardanti il frutto, abbiano radici alquanto remote

La dea Hera, sorella e moglie di Zeus, sovrana dell’Olimpo, era venerata come divinità tutelare delle nozze e della fedeltà coniugale, raffigurata sempre solennemente, di solito assisa in trono. Gli attributi più comuni che si evincono dalle rappresentazioni della dea sono il polos (copricapo), il papavero da oppio e la melagrana, simbolo di abbondanza e fertilità.

Melagrana e Hera
Melagrana e Hera

Dagli scavi dell’Heraion (luogo di culto dedicato alla dea) di Samo è pervenuto un cospicuo numero di melagrane bronzee e di terracotta, alcune delle quali forate nella corolla per essere appese come frutti votivi. Invece, presso l’Heraion alla foce del Sele, non lontano dagli scavi archeologici di Paestum, è stata ritrovata una statua marmorea che ritrae Hera in trono con la melagrana in mano. Il culto di Hera sopravvisse lungamente in questa zona e fu rielaborato dalla nuova dottrina: non è un caso che dalla zona paestana si diramerà l’iconografia della “Madonna del Granato” ove l’antico emblema pagano della melagrana annuncerà il martirio fecondo proprio come il frutto ricco di semi.

 

Photo credits: Anton Raphael Mengs

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