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Melograno di kate fisher
Melograno di kate fisher

Il melograno è uno dei frutti più antichi della storia dell’umanità: alcune tracce furono trovate in scavi della prima età del bronzo (3500 – 2000 A.C.).

Originario dell’Iran, intorno il 1600 A.C. fa la sua apparizione in Egitto, dove il frutto viene utilizzato in vari modi: il succo serve a combattere i vermi intestinali, il fiore e la buccia vengono usati come coloranti per tessuti e pellame.

Nel 957 A.C., le colonne del Tempio di Salomone a Gerusalemme sono decorate con questi frutti che ornano anche le vesti dei sacerdoti, al di sopra e al di sotto dell’orlo.

Il frutto arriva in Occidente, da Cartagine a Roma, intorno al 700 A.C.

Pompei, affresco del 70 DC
Pompei, affresco del 70 DC

 

Noto come “malum punicum” (mela fenicia), viene utilizzato dalle donne sposate che decorano con frutti, foglie e rami di melograno i copricapi, per indicare il proprio stato civile.

Il frutto, carico di simbolismo, si ritrova nelle antiche religioni (700 – 480 A.C.): per il zoroastrismo l’albero è simbolo di vita eterna, nel buddismo è frutto benedetto e la religione greca lo lega al mito di Persefone, figlia di Zeus e di Demetra, a simboleggiare l’indissolubilità del matrimonio.

Attorno al 138 – 125 A.C. la Cina incontra il melograno, che arriva dal Medio Oriente tramite la leggendaria Via della Seta.

Maometto, fondatore dell’Islam (609-632), considera la melagrana un prezioso frutto, nutriente, portatore di pace a livello sia emotivo che fisico, che purifica il corpo dalla gelosia e dall’odio.

Ed è ancora a Granada (Spagna), nell’Alhambra, che la dinastia dei Nasridi sceglie come motivo decoratore nelle arcate e nei mosaici proprio la melagrana (1238 – 1258).

 

Photo: Pomegranate of kate fisher & Pompei, affresco del 70 DC 

Miniatura dalla Bibbia
Miniatura dalla Bibbia, Cattedrale di Winchester, XII secolo

Nella Bibbia troviamo il melograno tra i sette prodotti agricoli della terra promessa.

Una descrizione affascinante è certamente quella delle due colonne del tempio di Salomone, decorate proprio con questo albero e questo frutto.
Ma soprattutto il melograno è metafora di fertilità nel Cantico dei Cantici. Il Cantico – testo della Bibbia ebraica e cristiana – è un meraviglioso poema d’amore tra Salomone e la sua amata, Sulammita.
Un inno di bellezza e di amore, che spesso funge da dedica, ancora oggi, nei matrimoni: tra i numerosi simboli che l’autore del Cantico regala all’amata appare anche il melograno.

 

King Solomon meets the Queen of Sheba
King Solomon meets the Queen of Sheba by Maître Afewerk Tekle

Il melograno ha un così forte valore simbolico che l’amata è comparata ad un giardino di melograni. Il giardino, metafora dell’amore, è un fiorire di melograni. L’amore sarà pronto da consumare quando il giardino avrà i melograni fioriti. Lo possiamo immaginare questo giardino? Questa concentrazione perfetta di natura, colori e profumi.

E ancora nel descrivere il corpo dell’amata, l’autore dice: «la tua bocca è soffusa di grazia: come spicchio di melagrana la tua gota attraverso il tuo velo». (4,1-3). Per l’uomo biblico la bellezza è salute e, per associazione, è fertilità.

Un albero fertile e fecondo come il melograno: così è, per lui, lei. Il rosso delle sue guance è segno evidente di forza vitale. E di una fertilità prossima a realizzarsi.

“I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,
con frutti più squisiti,
alberi di cipro con nardo,
nardo e zafferano, cannella e cinnamomo
con ogni specie d’alberi da incenso;
mirra e aloe
con tutti i migliori aromi.
Fontana che irrora i giardini,
pozzo d’acque vive
e ruscelli sgorganti dal Libano.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti”.
(Cantico dei Cantici, IV, 1-16. Fonte: La sacra Bibbia, Cei, 1974 Roma)

 

Foto: Miniatura dalla Bibbia, Cattedrale di Winchester, XII secolo & King Solomon meets the Queen of Sheba by Maître Afewerk Tekle

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Suora con Melograno
Photo: Melograna, autore sconosciuto, XIV sec

Albero simbolico per eccellenza, il melograno è pianta di buon augurio. Significa abbondanza, ricchezza, longevità, amore ardente e fertilità.

Conferma questa simbologia anche la tradizione asiatica, dove la melagrana aperta rappresenta abbondanza e buon augurio. Le spose turche a tutt’oggi lanciano a terra una melagrana e, a seconda di quanti chicchi fuoriusciranno nell’impatto col suolo, quello sarà il numero dei figli che partoriranno. Di origine indiana è la credenza che il succo di questo frutto combatta la sterilità.

Nella mistica cristiana questo simbolismo si arricchisce di significato spirituale fino a considerare il frutto e i suoi semi come espressione della risurrezione di Cristo e della perfezione divina.  Un unico frutto che riunisce tanti semi preziosi e rappresenta l’unità stessa della Chiesa.

Nei quadri rinascimentali dove compariva il melograno, tenuto in mano dalla Madonna o da Gesù, esso simboleggiava il sangue e quindi il destino stesso di Cristo.

Per la massoneria è un simbolo importante e rappresenta la fratellanza degli affiliati (i singoli grani) la solidarietà delle logge, che sono contenute nello stesso frutto e la tolleranza della diversità.

Per gli ebrei la corona, che nella simbolistica ebraica indica la santità, è rappresentata dalla “corona”, residuo del calice fiorale che permane nella parte apicale del frutto. La melagrana viene vista come simbolo di onestà e correttezza, dato che il suo frutto conterrebbe 613 semi, che come altrettante perle sono le 613 prescrizioni scritte nella Torah (365 divieti e 248 obblighi), osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo.

Nell’araldica rappresenta l’amicizia e secondo il linguaggio dei fiori significa sincerità e generosità.

 

Photo: Melograna, autore sconosciuto, XIV sec

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Melograno Aperto
Melograno Aperto

Famiglia: ROSACEAE
Specie: Punica granatum L.
Nome comune: Melograno

Il melograno è un arbusto o piccolo albero a foglie caduche, molto longevo.
La specie progenitrice è, probabilmente, Punica protopunica (Balf. F.) attualmente reperibile nell’ex Unione Sovietica. I primi segni della sua coltivazione risalgono a circa 5000 anni fa nell’area compresa tra Iran e Caucaso. Da qui si è poi diffuso nel resto del Mediterraneo ed in posti più lontani del Mondo. Furono probabilmente i Fenici a diffondere il melograno in molte aree del Mediterraneo (D’ANIELLO et al., 2000).
Allo stato selvatico è prevalente la forma arbustiva, mentre in coltivazione assume il portamento di alberello dal bel tronco più o meno contorto a seconda dell’età. I fiori sono di due tipi, un tipo fertile (sui rami di due anni) e uno sterile sui rami di un anno; la produzione avviene quindi sui rami di due anni. L’impollinazione incrociata favorisce la produttività.
E’ difficile stabilire il numero di varietà presenti nel mondo, sia per la mancanza di studi specifici che per la tendenza ad accorparle in soli tre gruppi principali: “dolci”, “agrodolci”, “acide”.
Uno studio degli anni ’80 prende in considerazione ben 72 varietà nell’area mediterranea e mediorientale. In Italia, nei vecchi trattati, sono menzionate le varietà: “acida”, “dolce ordinaria”, “dolce a denti di cavallo”, “amara verace”, “amara a denti di cavallo”, “dolce alappia” (SCORTICHINI, 1990).

 

Photo credits: Francesco Minonne

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spritz melagrana
Photo credits: Manuela Barone

Cosa ci metto?

Ingredienti per 2 persone:
1 melagrana
2 cucchiai di zucchero di canna
200 ml di acqua frizzante o soda
ghiaccio
lime per decorare

Come lo preparo?

Pulisci la melagrana, sgranando per bene i chicchi ed eliminando la buccia bianca che eventualmente rimane attaccata.
Spremi i chicchi (lasciandone da parte qualcuno per la decorazione) per ricavarne il succo con una centrifuga oppure con un passaverdure a trama fine.
Aggiungi al succo ottenuto l’acqua frizzante (o la soda), lo zucchero di canna e il ghiaccio, shakera il tutto e servi decorando con chicchi di melagrana e fettine di lime.

Photo credits: Manuela Barone

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Risolatte alla melgrana
Risolatte alla melgrana

Tempo: 40 minuti

Cosa ci metto?

Ingredienti per 4 porzioni:
60 g di riso tipo Balilla
120 g di acqua
400 ml di latte di mandorla
100 g di zucchero integrale chiaro
1 baccello di vaniglia bourbon
125 ml di succo o centrifugato di melagranata
1 cardamomo
1 cucchiaio di miele di acacia
1,5 gr agar agar

Come lo cucino?
Risciacqua il riso sotto l’acqua corrente e quindi cuocilo in una casseruola coperta con dell’acqua fino al completo assorbimento di questa.

Scalda quindi il latte di mandorla con 70 g di zucchero, il baccello e i semi di vaniglia. Tolto il baccello, unisci il latte caldo al riso e cuoci per altri 20 minuti in leggero sobbollore. Deve raggiungere una consistenza cremosa ma non troppo densa poiché raffreddandosi si addenserà ulteriormente.

Nel frattempo prepara la gelatina di melagrana: premi o centrifuga le melegrane, filtra il succo,  aggiungi i semi di cardamomo pestati, eliminando il baccello coriaceo, poni il tutto in una casseruola aggiungendo il miele e i restanti 30 g di zucchero e porta a bollore. Aggiungi l’agar agar e mescola per 10 minuti. Togli dal fuoco e fai raffreddare.

 

Versa un cucchiaio di gelatina in ogni bicchiere o coppetta, dividi il risolatte e poni in frigo.
Al momento di servire, decora con chicchi di melagrana tenuti da parte e un cucchiaino di gelatina.

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Albero di melograno e frutto
Albero di melograno e frutto


La melagrana apporta 63 kcal per 100 g, è composta per la maggior parte da acqua (circa 80%) e contiene circa 16 g di zuccheri, minime quantità di grassi e di proteine. È molto ricca di alcuni sali minerali come il ferro, risultando quindi utile per chi soffre di anemia. Contiene anche buone quantità di potassio, mentre è povera di sodio e di fosforo, a beneficio del microcircolo e del drenaggio dei tessuti.

La melagrana è particolarmente ricca di vitamina C e di vitamina A, che ci difendono dalle malattie da raffreddamento della stagione invernale.

Importante è anche il contenuto in niacina o vitamina B3, che interviene in fondamentali processi biologici come la produzione di energia, la sintesi del DNA e il funzionamento del sistema nervoso. Da non sottovalutare l’apporto di fibre, importante per la corretta funzione intestinale.

Quello che rende la melagrana un alimento benefico per la nostra salute è la presenza di molecole antiossidanti di cui si stanno studiando ancora oggi le possibili funzioni terapeutiche. Tra queste troviamo polifenoli, antocianine, flavonoidi, acidi organici come l’acido ellagico e l’acido caffeico, quercitina, triterpeni. Queste molecole sono diversamente distribuite nelle varie parti della pianta come il frutto, i semi, il pericarpo, i fiori, le foglie e le radici.

Numerose sono le funzioni e i benefici di queste molecole bioattive come l’azione anticancro, ipoglicemizzante, regolatrice del colesterolo, antipertensiva.

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